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Albicocca
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top
Con alcuni di questi sono stati prodotti vari ibridi molto apprezzati dai mercati in cui sono stati introdotticite-ref-ferrara24ore-2-0[2].
Contents
• Raccolto
• Note
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Origine e diffusione successiva
L'albicocco è una pianta originaria della parte di Cina nordorientale confinante con la Russia. La sua presenza data più di 5000 anni di storia. Da lì si estese lentamente verso ovest attraverso l'mwjaAsia centrale sino ad arrivare in mwjqArmenia (da cui prese il nome, ancora oggi in Liguria vengono chiamate "armugnin", in Piemonte "armugnàc o armugnan", in Lombardia "mugnàc" e in Veneto, Trentino e Friuli "armełin") dove, si dice, venne scoperta da mwjgAlessandro Magnocite-ref-3[3].
L'albicocco crescerebbe selvatico in natura in Cina da ben 4mwoa 000 anni. Oggi è diffuso in oltre 60 paesi e viene coltivato in mwoqclimi caldi o mwogtemperati e relativamente asciutti.
Produzione
| I maggiori produttori di albicocca nel 2018 [ 5 ] | I maggiori produttori di albicocca nel 2018 [ 5 ] |
|---|---|
| Paese | Produzione ( tonnellate ) |
| Turchia | 750.000 |
| Uzbekistan | 493.842 |
| Iran | 342.479 |
| Algeria | 242.243 |
| Italia | 229.020 |
| Spagna | 176.289 |
| Pakistan | 128.382 |
| Francia | 114.785 |
| Giappone | 112.400 |
| Ucraina | 111.670 |
L'albero e il frutto
Si presenta come un piccolo albero a foglia caduca che può raggiungere i 12-13 metri allo stato selvatico. Nelle coltivazioni, tuttavia, la pianta viene tenuta sotto i 3,5 metri per agevolare la raccolta dei frutti. Ha una chioma a ombrello, con tronco e rami sottili e leggermente contorti. Le foglie sono ellittiche, con punte acuminate e bordo seghettato e piccioli rosso violaceo. La larghezza media è di 7–8mwfa cm, ma varia da una mwfqcultivar all'altra, pur restando più larga di altre piante della medesima famiglia. I fiori sono molto simili ai loro cugini ciliegio, pruno e pesco. I fiori sono singoli, ma sbocciano a gruppetti che si situano all'attaccatura delle foglie. Hanno 5 sepali e petali, molti stami eretti e variano dal bianco puro ad un lieve colore rosato. La pianta viene impollinata usualmente dagli insetti o altro e non richiede impollinazione manuale. Il frutto è una mwfgdrupa con seme legnoso all'interno. Solo alcune mwfwvarietà presentano l'autosterilità, e quindi spesso un albero singolo fruttifica regolarmente.
Il frutto ha contenuto di 28 mwggcalorie ogni 100 grammi di peso. Le stagionalità di raccolta sono maggio, giugno, luglio e agosto
Le varietà
Esistono numerose varietà, per lo più con diffusione limitata, a causa di una difficoltà di adattamento tipica di questa specie.
• mwhwPindos: varietà precoce, la si può iniziare a raccogliere verso la fine di maggio. Ha un portamento poco vigoroso. Produce frutti di buona pezzatura purché si pratichi il diradamento.
• mwiqDiavole: varietà molto coltivata in mwigCampania, caratterizzata da un portamento vigoroso e da una spiccata longevità. Produce frutti con pigmentazione rossastra e di discreta pezzatura previo diradamento.
• mwjaPreole: varietà coltivata soprattutto in mwjqCampania, con portamento poco vigoroso e frutti di piccola pezzatura.
• mwjwmwkaReale di Imola: varietà un tempo coltivata in mwkqEmilia-Romagna, matura in questa regione nel mese di luglio. Il frutto è di pezzatura media, di color oro e con polpa gialla. Viene abbandonata perché i frutti della stessa pianta maturano scalarmente e quindi necessitano più passaggi per la raccolta. Ha un difficile adattamento ad altre condizioni climatiche.
• mwkwValleggina: chiamata anche "mwlaAlbicocca Valleggia", viene coltivata nell'entroterra savonese. Il maggior centro produttivo si colloca nella piana di Valleggia (da cui prende il nome), situata alle spalle dei comuni di mwlqSavona e mwlgVado Ligure e terminante nel comune di mwlwQuiliano. Il frutto è riconoscibile per il colore arancione brillante, pigmenti rosso acceso con una spiccata mascheratura rossa, di media pezzatura. Il periodo di raccolta si colloca tra la fine di giugno e l'inizio di luglio.
• mwmqAmabile Vecchioni: albero che produce frutti grandi che maturano solitamente negli ultimi dieci giorni di giugno. La fioritura avviene nel mese di marzo e precede quasi tutti gli altri alberi da frutto. Non teme i climi e le temperature più rigide ma prospera come ogni albicocco in climi caldi e asciutti.
• mwmwThyrintos: è una varietà molto precoce, che matura al Nord Italia nella prima settimana di giugno. I frutti sono di grande pezzatura, per questo continua ad essere offerta su tutti i mercati. Risulta abbastanza sensibile alla moniliosi, benché la malattia non abbia solitamente cause letali sulla pianta.
• mwnqPerzicocche: più che una varietà, questo è un nome adottato a livello regionale-locale per riferirsi alla comune albicocca. Non è ancora chiara l'etimologia del termine, in quanto difficile da ricostruire alla luce della rarità dei manufatti provenienti dalla regione oggetto.
• mwnwRubystar: nuova varietà di albicocca, dolce e profumata.
Clima necessario
La pianta in sé non patisce il freddo e sopporta temperature davvero rigide, tuttavia fiorisce molto presto rispetto a quasi tutti gli altri mwogalberi da frutto e questo rende la produzione di albicocche vulnerabile alle gelate primaverili. Inoltre l'albicocco è soggetto a funghi se troppo bagnato e le albicocche stesse possono marcire sulla pianta: questi fattori hanno determinato la sua diffusione in climi caldi e asciutti, dove il rischio di gelate è minore e minori sono le precipitazioni.
Raccolto
Il frutto è una drupa, ha una dimensione tra i 3,5 e i mwqg6 cm, un colore giallo uovo-arancione con lievi sfumature rosse e una buccia leggermente vellutata. Presenta un mwqwseme singolo, che somiglia a una mwramandorla. Gli albicocchi sono abbastanza precoci e cominciano a fruttificare già dal secondo anno, ma la piena produzione non comincia prima del terzo/quinto ed è più abbondante su alberi piccoli, e rami corti. Le albicocche necessitano di un periodo dai 3 ai 6 mesi per svilupparsi e maturare e sono prevalentemente raccolte a mano dai primi di mwrqmaggio alla metà di mwrgluglio.
L'albicocca in cucina
Le albicocche vanno scelte ben mature e consumate entro pochi giorni dall'acquisto poiché sono frutti deperibili. Proprio per questa loro fragilità vengono conservate o trattate in numerosi modi: essiccate (specie nel mwtqVicino Oriente arabo e negli Stati Uniti d'America), sciroppate e conservate in lattine o congelate. Altrettanto comuni sono i prodotti derivati: il succo, la marmellata e la gelatina di albicocca, molto usata in pasticceria per mwtgapricottare (da mwtwApricot, il nome in mwuainglese di tale frutto) torte e pasticcini. L'apricottatura consiste nello spennellare la superficie di una torta di gelatina di albicocche prima di glassarla. Un esempio classico di questa tecnica, molto diffusa, è la famosa mwuqtorta Sacher.
Le albicocche vengono impiegate solitamente in preparazioni dolci di vario tipo come gelati, sorbetti, marmellate e gelatine, succhi e sciroppi, torte e pasticcini. Tuttavia il loro gusto lievemente acidulo le rende adatte anche ad accostamenti salati, come le salse di accompagnamento alle carni rosse. Esse vengono anche utilizzate in liquoreria: un'mwuwacquavite di albicocche viene distillata nel mwvaCanton Vallese in mwvqSvizzera e porta il nome d'mwvgmwvwAbricotine, la più rinomata proviene da un'antica varietà, la mwwaLuizet. Anche nei mwwqBalcani si ottiene un distillato d'albicocca chiamato mwwgKajsija.
Il seme dell'albicocca quanto quello della mwxapesca viene detto mwxqarmellina. Le armelline hanno usualmente un retrogusto gradevolmente amarognolo e vengono usate in pasticceria come essenza, come ingrediente negli mwxgamaretti, in sciroppi o liquori e in generale in abbinamento alle mwxwmandorle dolci per renderne più interessante il gusto. Tuttavia il loro consumo viene limitato a un uso aromatico poiché, come le foglie e i fiori dell'albicocco, contengono un derivato dell'mwyaacido cianidrico che, ad alte dosi, risulterebbe altamente tossico. Sebbene nel tessuto delle piante questa sostanza sia presente in percentuali molto basse e non pericolose, le armelline vanno mangiate con parsimonia ed è sconsigliabile farle mangiare ai bambini.
L'albicocca nella nutrizione
L'albicocca è ricca di mwywvitamina B, mwzaC, mwzqPP, ma soprattutto di carotenoidi, precursori della mwzgvitamina A. Due etti di albicocche fresche forniscono il 100% del fabbisogno giornaliero di mwzwvitamina A di un adulto, e sono quindi indicate per favorire la protezione della cute e potenziare le capacità visiva.
L'albicocca è ricca di mw0qmagnesio, mw0gfosforo, mw0wferro, mw1acalcio e mw1qpotassio, facendone un alimento irrinunciabile per chi è anemico, spossato, depresso e cronicamente stanco. Si raccomanda ai convalescenti, ai bambini nell'età della crescita e agli anziani, ma è sconsigliato a chi soffre di calcoli renali. Il mw1gsorbitolo invece conferisce all'albicocca leggere proprietà lassative. Valori nutrizionali medi: mw1wcarboidrati: 6,5; mw2aproteine: 0,4; mw2qgrassi: 0,1; mw2gacqua: 86,3; mw2wcalorie: 28. Parte edibile: 94%; mw3acalorie al lordo: 26. Vitamina A (retinolo equivalente mw3q360 μg/mw3g100 g p.e.cite-ref-6[6]) Potassio: 320mw4w mw5a mg/100mw5q gmw5g p.e.
L'albicocca nella medicina alternativa
La tradizione della medicina antica riporta l'uso del cianuro ricavato dall'albicocco e dai suoi frutti contro l'esaurimento, l'ulcera e il tumore. Secondo uno studio dell'mw6gUniversità di Padova, questo frutto è in grado di rafforzare il sistema immunitario umano e di prevenire il cancro e il tumore.
Per trattare quest'ultimo viene tutt'oggi ricavata una sostanza, il Laetrile, che dovrebbe rilasciare cianuro solo legandosi ad un enzima attivo nelle cellule cancerose, che sarebbero così colpite, trattate e distrutte direttamente dal veleno.cite-ref-7[7] La terapia è tuttora legale in mw8gMessico e in mw8wAustralia. Numerosi paesi la ritengono inutile, se non dannosa: il dibattito (e la relativa polemica) è tuttora vivo e aperto.
Etimologia
Sull'etimologia della parola "albicocca" esiste qualche perplessità. La maggioranza degli studiosi concorda tuttavia sul fatto che la parola di riferimento sia mw9garaba (mw9wal-barqūq) e che questa sia stata adottata poi nel tardo mw-alatino mw-qpraecox, nel senso di "precoce"cite-ref-etimo-8-0[8]. Da essa deriverebbe la parola "mw-gpercoca", usata essenzialmente per indicare una varietà di mw-wpesca a polpa gialla.
Note
cite-note-treccani-11. ↑ mwaqymwaqcmwaqgAlbicòcca in Vocabolario, su mwaqktreccani.it. mwaqoURL consultato il 25 marzo 2015.
cite-note-ferrara24ore-22. ↑ mwaq4mwaq8mwaraL'invasione dei frutti ibridi, su mwareFerrara24ore. mwariURL consultato il 25 marzo 2015 mwarm(archiviato dall'mwarqurl originale il 2 aprile 2015).
cite-note-33. ↑ mwargmwarkmwaroStoria e curiosità dell'albicocca, su mwarsDi cibo e altre storie. mwarwURL consultato il 25 marzo 2015.
cite-note-44. ↑ In arabo, specialmente dialettale, il frutto è chiamato mwasamishmish.
cite-note-51. mwasq(mwasumwasyEN) Food and Agriculture Organization of The United Nations, mwascmwasgFAOSTAT, su mwaskfao.org. mwasoURL consultato il 7 agosto 2020.
cite-note-77. ↑ mwati(mwatmmwatqEN) Mohammad Saleem, Jawaria Asif e Muhammad Asif, mwatumwatyAmygdalin from Apricot Kernels Induces Apoptosis and Causes Cell Cycle Arrest in Cancer Cells: An Updated Review, in mwatcAnti-Cancer Agents in Medicinal Chemistry, vol.mwatg 18, n.mwatk 12, 29 gennaio 2019, pp.mwato 1650–1655, mwatsDOI:mwatw10.2174/1871520618666180105161136. mwat0URL consultato il 14 novembre 2025.
cite-note-etimo-88. ↑ mwauemwauimwaumEtimologiamwauq : albicocco, su mwauuetimo.it. mwauyURL consultato il 25 marzo 2015.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefenciclopedia-canadese(EN, FR) Albicocca, su Enciclopedia canadese.
• mwaveAlberi da frutto: Albicocco, su agraria.org.